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3 Italia è leader in Italia nel settore delle telecomunicazioni mobili UMTS, con 8,9 milioni di clienti (12 agosto 2009).

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Jan
28th
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Novari, per nuova rete sotto scacco di azionista estero

Nella realizzazione delle reti di nuova generazione (Ngn) l’Italia è sotto scacco da parte di una nazione che ci sta dettando le regole”.

Lo ha affermato l’amministratore delegato di 3 Italia (H3g) Vincenzo Novari nel corso del suo intervento alla Giornata Marconiana dedicata all’innovazione in corso alla Sala della Lupa di Montecitorio, alludendo, senza mai citarle esplicitamente, alla Spagna e al ruolo di Telefonica in Telecom Italia.

Non ho mai visto un progetto - ha proseguito Novari - in cui c’è la volontà di tutti, maggioranza, opposizione, industrie e consumatori, e che non si fa perché c’è un azionista che non è d’accordo perché è di un paese nostro concorrente. Come Paese non lo possiamo accettare”.

L’Ngn - ha spiegato in seguito Novari in una nota - è un progetto troppo importante per il Paese per essere lasciato unicamente all’iniziativa privata e alla convenienza di azionisti che hanno piani di investimento incompatibili con l’urgenza dell’Italia di ammodernare le proprie infrastrutture strategiche, come l’Ngn. Il governo ha una responsabilità fondamentale per assicurare alle famiglie e alle imprese italiane la banda larga a prezzi equi, se serve anche remunerando l’investimento fatto dai privati che non condividono l’orizzonte temporale utile per il Paese, a condizione che questi lascino il campo libero

ANSA 28/01/10

Jan
26th
Tue
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L’opinione di 19 top manager delle maggiori aziende italiane dell’ict: Vincenzo Novari

Vincenzo Novari, Amministratore Delegato di 3 Italia:

La produzione è tornata a crescere, le Borse sono ripartite, l’elettroencefalogramma dei consumi non è piatto. Insomma, qualche schiarita dopo la tempesta perfetta che ha colpito l’economia globale negli ultimi 24 mesi c’è stata.

Quello che non si può fare, però, è uscire dalla crisi come se nulla fosse accaduto. Soprattutto perché se l’Italia uscisse dalla crisi crescendo ai ritmi pre-recessione, ci vorrebbero lustri solo per tornare agli stessi livelli di benessere, né possiamo accontentarci del fatto che il 2010 sarà migliore del 2009 perché il 2009 è stato un annus horribilis. Peraltro ho la sensazione che, quanto meno in Italia, ma forse anche altrove, ci sia uno scostamento significativo tra la fotografia che i media fanno delle condizioni economiche generali e la realtà vissuta dall’uomo della strada, nel senso che la realtà è spesso migliore della fotografia che ne fanno i media.

Per quello che riguarda l’Ict, mi sembra di poter dire che il comparto abbia tenuto a anche a livello globale. Per noi di 3 Italia il 2009 è stato un anno di svolta perché ci ha permesso di invertire un trend difficile per noi, perché gli investimenti e le scelte strategiche fatte 5-6 anni fa stanno producendo ora i loro frutti. Certo, la scommessa non è stata vinta completamente, ma se non si verificano altri imprevisti ,il 2010 potrebbe regalarci soddisfazioni anche maggiori di quelle del 2009.

Per quello che riguarda in generale la banda larghissima, continuo a pensare che in questo momento non ci siano le risorse necessarie per accelerare su questo capitolo. Registro che è passato quasi un anno da quando il piano Caio è stato consegnato, nel marzo del 2009, al governo, e le discussioni su come realizzare questo progetto - che era e resta fondamentale per il Paese - non sono ancora finite. Così si è forse persa la possibilità di chiudere il digital divide che affligge diverse zone del paese con una infrastruttura mobile a 2 MBps, così come abbiamo suggerito un anno fa.

I segnali di ripresa ci sono, ma ci sono ambiti in cui la crisi non ha ancora finito di mordere, come sul fronte dell’occupazione. La via d’uscita per non può essere trovata nell’irrigidimento della legislazione di protezione dell impiego, mentre occorre mettere mano ad una riforma del welfare che renda la mobilità fra impieghi meno complicata.

Continuo a pensare che le risorse, non molte purtroppo, che possono venire dai tagli di aliquote fiscali sul reddito, coperti da riduzioni di spesa, andrebbero utilizzate per indurre le famiglie a consumare di più . Le imprese devono imparare a produrre meglio e non necessariamente di più , vista l’attuale situazione di ipercapacità produttiva. E’ dai consumi che riparte un’economia in recessione, non dagli investimenti. Credo molto ad un New Deal verde che punti alla riconversione dell’edilizia, della produzione di energia e dei trasporti nel segno della ecosostenibilità . Bisogna introdurre delle asimmetrie per agevolare chi si riconverte alla green economy e drenare risorse a chi produce ancora secondo i vecchi schemi eco-incompatibili.

Per Bankitalia c’è 1 milione e mezzo di lavoratori dipendenti e parasubordinati che non hanno diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento. Questo è inaccettabile, soprattutto nella misura in cui dipende dal conservatorismo di quelle forze sindacali che tutelano in tutto i pochi e in nulla i molti. Oltre al Green New Deal di cui sopra, ci sono opportunità da cogliere nell’economia dei servizi alla persona, le donne devono poter tornare al lavoro dopo la nascita dei figli al pari di quello che accade nel resto d’Europa, la scuola e l’università devono mettersi a produrre i cervelli di domani rispettando gli standard dei paesi all avanguardia, la giustizia deve essere riformata per non togliere le certezze del diritto alle imprese e ai cittadini che producono.

Per quello che riguarda il settore dei media elettronici, la priorità per il 2010 è quella di trovare il modo di contemperare la produzione, il consumo e la remunerazione dei contenuti digitali. Mi consola pensare che a questo si dedicheranno forse i migliori cervelli del pianeta. La politica può fare molto per aiutare la ripresa, facendo ripartire i consumi con un prelievo fiscale pensato a questo scopo, dando vita a quelle riforme della pubblica amministrazione che i cittadini vogliono, vigilando sulle banche per attenuarne la stretta del credito sulle imprese e in particolare su quelle piccole e medie.

Corriere delle Comunicazioni 26/01/10

http://www.corrierecomunicazioni.it/?section=archivio&anno=2010&numero=1_2

Jan
13th
Wed
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Dal 3 Febbraio 2010 saranno modificati alcuni numeri di accesso ai  servizi 3. Per  maggiori informazioni potete chiamare dal vostro Videofonino 3 il numero  gratuito 411143.

Dal 3 Febbraio 2010 saranno modificati alcuni numeri di accesso ai servizi 3. Per maggiori informazioni potete chiamare dal vostro Videofonino 3 il numero gratuito 411143.

Jan
12th
Tue
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Arriva il nuovo Samsung Corby Pro: in esclusiva per 3 Italia

“Sarà commercializzato in esclusiva da 3 Italia il nuovo Samsung CorbyPro (B5330). Il primo modello 3G/HSDPA della coloratissima linea Corby dedicata ai giovani.

Il nuovo videofonino è dotato di un display da 2,8” Full Touch screen e di tastiera QWERTY slider e si affianca ai già conosciuti cellulari 2G Corby e Corby Txt. Il Samsung CorbyPro si presenta con un design all’avanguardia, in stile Corby, ed è arricchito dalla pratica tastiera Full QWERTY per avere funzionalità senza precedenti di messaging and emailing.

Samsung CorbyPro è studiato per chi vuole sul proprio telefonino funzionalità avanzate come l’Email, insieme ad altre di entertainment come la chat e l’accesso diretto ai social network come Facebook, Twitter e MySpace.

Il nuovo Samsung è dotato di fotocamera da 3 Megapixel, di connessioni Wi-Fi e 3G/HSDPA e di connettività QuadBand. http://www.tre.it/public/scheda_prodotto.php?idp=4&idOF=774&type=4_1

La Repubblica Affari&Finanza 11/01/10 http://www.repubblica.it/economia

Jan
11th
Mon
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Socialfonino, la svolta di 3 Italia

“Gli operatori di telefonia cellulare hanno finalmente rinunciato a tariffe dati troppo onerose e offrono piani di navigazione da cellulare (e da computer equipaggiato con le chiavette internet) più convenienti. La caduta dei prezzi e il grande successo dei vari modelli di smatphone, i telefoni intelligenti, promuovono uno stile di consumo di Internet innovativo, dove l’universalità e la continuità dell’accesso fanno premio su schermi e tastiere più ampi dei computer da tavolo.

Per inseguire i navigatori che migrano sul telefonino, i social network rilasciano le applicazioni per iPhone, Symbian, Blackberry, Windows Mobile o Android facendo a gara a chi riesce a incorporare il maggior numero di funzionalità ormai familiari all’utenza fissa di queste reti.

Ma anche gli operatori si stanno muovendo. Attraverso una consociata di Hutchinson Whampoa, 3 Italia ha per esempio sviluppato Inq Chat 3g, smatphone per l’accesso mobile ai social network e ai sistemi di messagistica. Basato su una personalizzazione del sistema operativo Qualcomm Brew, Inq Chat 3g ha una tastiera di tipo Qwerty (simile al Blackberry) e le applicazioni per entrare in Facebook, pubblicare su Twitter, chattare con Messenger, caricare filmati su Youtube, ricevere la posta di Gmail e conversare con Skype (http://www.tre.it/public/scheda_offerta.php?ido=82&idOF=687&fil=82_1).

Il Socialfonino, come lo ha battezzato 3 Italia, è venduto a 199 euro o in comodato gratuito abbinato a carte in abbonamento o ricaribili; con piani di traffico dati da 5 euro al mese, oltre i costi delle telefonate.

CorrierEconomia 11/01/10 http://www.corriere.it/economia/

Jan
4th
Mon
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Libero intervista Vincenzo Novari: l'interconnessione puntuale tra tutti gli utenti della rete è una vera rivoluzione

«Che errore aumentare le tariffe dei telefonini dopo il decreto Bersani». Telefonini che funzionano come dei veri microcomputer portatili, net community a cui partecipano milioni di persone, la vita on-line sta diventando sempre più importante per la stragrande maggioranza degli italiani. Se non sei connesso non esisti, per parafrasare il profeta dei “villaggio globale” Marshall McLuhan. Sulla portata dei cambiamenti in atto, a livello individuale e sistemico abbiamo sentito Vincenzo Novari, classe 1959, amministratore delegato di H3G, società che attraverso il marchio “3” è uno dei quattro gestori italiani di telefonia mobile.

D: L’accesso alla rete con le connessioni mobili sta cambiando il nostro modo di comunicare e forse anche di esistere. Secondo lei si sta verificando quella convergenza fra piattaforme tecnologiche diverse di cui si parla da anni?
R: «La rivoluzione vera è quella del Web 2,0 di cui i social network fanno parte, ma non parlerei di convergenza, un termine che non riesce a cogliere i fenomeni che si sono susseguiti in questi anni».

D: Ci fa un esempio? R: «Il digitale terrestre si sta affermando come tecnologia di broadcasting ma rimane totalmente indipendente dal mondo di Internet. Le tre grandi famiglie, il digitale terrestre, la fibra e l’evoluzione della banda larga mobile continueranno a coesistere».

D: “Secondo lei i social network sono una moda?
R: «Può esserlo Facebook o Twitter ma l’interconnessione puntuale tra tutti gli utenti della rete è una vera rivoluzione, capace di segnare la nostra vita nei prossimi cento anni».

D: Parliamo della banda larga. Pensa anche lei che sia strategica per lo sviluppo di un Paese?
R: «E’ centrale per il Paese ma coinvolge risorse di dimensioni tali per cui in questo momento non può avere la precedenza su altre priorità come gli ammortizzatori sociali, il lavoro, la sanità, la sicurezza. Ha senso semmai una strategia a doppio binario: la partenza di un progetto di fibra ma con investimenti gestiti nell’arco di dieci anni assieme a un progetto di banda larga mobile in cui potrebbero impegnarsi gli operatori, il governo e gli enti locali per portare la connessione a 2 megabit dovunque in Italia. A costi molto più sostenibili».

D: Cosa pensa della rete fissa? Va davvero resa pubblica? E a che prezzo?
R: «La rete della Telecom dovrà essere scorporata. La mia opinione è che a questo progetto debbano partecipare tutti gli operatori di telecomunicazioni e debba esserci una presenza dello Stato. Nel board, poi, dovrebbero sedere un commissario dell’Authority per le Tlc e uno dell’Antitrust. In tutto questo non dobbiamo dimenticare i sacrosanti diritti degli azionisti. Per non penalizzarli la valutazione dell’asset dovrà essere fatta da analisti capaci di tutelare gli interessi di tutti. Non è corretto che un singolo azionista, oltretutto straniero, possa tenere sotto scacco un intero Paese».

D: Sta parlando di Telefonica?
R: «Questo lo dice lei…».

D: Pensa a un consorzio misto?
R: «Penso a una società con una presenza pubblica nel capitale: un terzo agli operatori, un terzo al mercato e un terzo allo Stato, con i rappresentanti delle Authority nel CdA».

D: H3G è stato il primo carrier a puntare sulle applicazioni Umts, quando tutti addirittura davano per morta la piattaforma ancora prima che nascesse. È stata una scelta vincente?
R: «Eravamo convinti che un giorno le reti mobili avrebbero trasportato più dati che voce e su questo abbiamo costruito un’infrastruttura per il trasporto di dati. Ci sono stati dei ritardi… Poi è arrivato il Web 2.0. Però ora ci siamo».

D: Se potesse tornare indietro c’è una scelta, a livello di strategie aziendali, che non rifarebbe più?
R: «Alla fine del 2007 abbiamo aumentato le nostre tariffe per recuperare le conseguenze del decreto Bersani che cancellava i costi delle ricariche. Quella scelta si è rivelata un grande aiuto ai due monopolisti Tim e Vodafone. Se potessi tomaie indietro non perderei quei 400mila clienti che regalammo ai colossi».

D: È notizia di pochi giorni fa l’iniezione di liquidità per 2 miliardi di euro da parte dell’azionista di controllo. Una somma destinata alla copertura dell’indebitamento, trasformato così in un finanziamento infragruppo. Questo significa che l’azionista cinese Hutchison Whampoa rilancia sulle vostre possibilità di sviluppo?
R: «Il cambiamento della nostra struttura finanziaria da debito nei confronti delle banche a finanziamento soci dimostra la fiducia degli azionisti nel nostro progetto: il vento sta andando nella direzione che ci aspettavamo. Questo ci permetterà di portare avanti nuovi progetti. Il nostro 2010 non sarà certo avaro di sorprese».

D: Qual è il vostro rapporto con le banche? Vi stanno supportando in un momento difficile per l’intera economia mondiale?
R: «È triste dirlo: il sistema finanziario aiuta chi ha già i soldi. Noi abbiamo un azionista particolarmente ricco e con noi le banche sono sempre disponibili».

[Libero - 1/1/2010]

Dec
21st
Mon
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Vincenzo Novari: "Lettera a Giulio"

Giulio, figlio mio,
l’altro giorno mi hai telefonato alle 8 di sera per dirmi quanto ti angosciasse la verifica di greco della mattina dopo. Venivi da una settimana nera per te, in cerca come sei di un difficile equilibrio tra i genitori separati, gli amici e l’amore in conflitto, lo studio e lo sport ormai inconciliabili.

Forse per la prima volta, a diciott’anni, tutto ti è sembrato troppo pesante per le tue spalle. Mi hai detto che non stavi bene, che avevi provato a studiare tutto il pomeriggio, ma senza riuscirci. Avevi il mal di testa e il cuore nero. “Papà, domani non vado - hai concluso - non voglio giocarmi mesi di studio solo perchè la verifica arriva in un momento no. La recupererò la settimana prossima quando il momento buio sarà passato e finalmente mi potrò concentrare sullo studio”.

Ti ho risposto di no. Ti ho detto che quando scappi la prima volta, nella vita, prima o poi ce ne sarà sicuramente una seconda. E poi una terza. Dopo un po’, diventa il tuo modo di vivere. Dopo, non è mai colpa tua. Dopo, c’è sempre un buon motivo per scappare, una persona con cui è meglio non confrontarsi, un appuntamento importante al quale non presentarsi.

Ti ho detto che mancavano ancora quattro ore alla mezzanotte. Quattro ore per provare a fare del tuo meglio. Anche se non avevi fame, ti ho suggerito di prendere un pezzo di cioccolato, un po’ di pane e di metterli vicino a Senofonte. E di stringere i denti. “Fa’ quello che puoi – ho insistito - e domattina vai alla tua verifica a testa alta. Non importerà il voto. Se sarà un 5, lo festeggeremo perchè sarà un 5 che avrai preso senza darti per vinto. Ti sarà costato fatica e dolore, ma sarà il piu’ bel 5 della tua vita, molto meglio di un qualsiasi 8 preso la settimana successiva. Ma se prenderai un 6 o un 7, quello sarà il piu’ bel voto della tua vita.Te lo sarai guadagnato contro ogni pronostico e te ne ricorderai per sempre”.

Questa volta mi hai ascoltato.

La mattina ero in riunione quando è arrivato il tuo messaggio. La stanza era piena di colleghi alle prese, insieme a me, con l’ennesima emergenza aziendale di quella che sembra una storia infinita. Non ce l’ho fatta ad aspettare. L’ho aperto e l’ho letto.

C’era scritto: “Ho preso 7 e mezzo. Incredibile. Grazie. Senza di te non ce l’avrei mai fatta”. Mi sono emozionato.

La mattina dopo ho letto su un giornale la lettera che un ex collega (ci eravamo incrociati per poche settimane in Omnitel, io Direttore Marketing, lui Direttore del Personale) aveva scritto a suo figlio. Adesso questo ex-collega, dopo una carriera importante, guida un’Università (finanziata coi soldi degli imprenditori italiani e quindi anche con i miei) che dovrebbe formare i giovani dirigenti dell’Italia di domani.

Vedi, Giulio, in questa lettera c’era scritto esattamente l’opposto di quello che ti avevo detto poche ore prima.

Diceva a suo figlio di andarsene dall’Italia. Diceva che per un giovane di talento non vale più la pena di lavorare nel nostro paese. Che la mediocrità, il clientelismo, la rissa istituzionalizzata come unico strumento di confronto, l’impunità sono ormai l’unica legge e che le regole del gioco sono ormai talmente alterate che non vale nemmeno più la pena di provarci.

Tu sai quanto io ami il nostro Paese. Continuo ad emozionarmi ogni volta che per lavoro o per piacere lo attraverso da nord a sud. Però continuo ad incazzarmi ogni volta che vedo il suo potenziale sprecato. Continuo a discutere, spesso ad accapigliarmi con Ministri, burocrati e Presidenti vari (quasi tutti a Roma si fanno chiamare cosi…).

Continuo a non capire perchè la nostra struttura pubblica sia al tempo stesso così ipertrofica e così assente, perchè i meccanismi legislativi siano così ridondanti e perchè ogni volta che si parla con i sindacati italiani sembra che l’istinto di autoconservazione dell’apparato prevalga sempre sull’interesse dei lavoratori. Continuo a non capire perchè le nostre televisioni siano invase da pessimi esempi per voi giovani e nascondano in maniera quasi scientifica quanto di più bello produce il nostro paese…

Sono tante le cose che mi mandano in bestia, almeno tante quante quelle che fanno arrabbiare il mio ex-collega, ma nonostante tutto continuo a lottare ogni giorno, proprio perchè del mio Paese vedo i difetti, che non sono pochi e non sono piccoli.

Fra non molto toccherà a te, ai tuoi amici, a raccogliere il testimone. Le sfide che vi attendono sono enormi, ma forse non più grandi di quelle che hanno affrontato i vostri nonni, che ereditarono un Paese distrutto dalla guerra, diviso, penalizzato da un’alfabetizzazione incompiuta e ancora alle prese con un’identità nazionale incerta.

Certo, le esperienze all’estero sono importanti nel mondo globalizzato e integrato di oggi: come fai a competere con inglesi, francesi, tedeschi, ma anche cinesi, indiani e arabi, se non sai come ragionano? Loro vengono da decenni a casa nostra per carpire i segreti di un modello che ha punte di eccellenza riconosciute ovunque, meno che da noi.

A te, Giulio, ai tuoi compagni della generazione del ’90, dico che il vostro futuro è qui, nel vostro Paese. A te, Giulio, dico che se non siete orgogliosi del vostro Paese, anche quando avete legittimi motivi per criticarlo, è difficile essere orgogliosi di voi stessi. La sfida è rimanere per cambiarlo, questo Paese, dove serve, col tempo che ci vuole fosse anche un sempre. Ci sarà tanto da fare, figlio mio, e tocca a voi. Noi, in effetti, ci meritiamo un bel 5.

Ti abbraccio,
papà.

[Vincenzo Novari, CEO 3 Italia, sul proprio profilo Facebook]

Dec
18th
Fri
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Nov
18th
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Co-siting: meno costi per la rete, piu' qualita' :)

In questi mesi stiamo rinegoziando i contratti di locazione dei siti dove sono installate le antenne UMTS di 3, anche a seguito dell’accordo di co-siting siglato la scorsa estate con Tim.

Si tratta di un’operazione che lascia, al proprietario del sito su cui è collocata l’antenna 3, la possibilità di scegliere se guadagnare meno dall’affitto, ma per un periodo più lungo (3 propone infatti una proroga del rapporto) oppure rinunciare a tali ricavi (in tal caso l’antenna, grazie agli accordi di co-siting, può essere spostata).

Sono già stati individuati i primi 300 siti da dismettere tra quelli i cui proprietari non hanno accettato la rinegoziazione del contratto e nelle prossime settimane le prime antenne saranno spostate.

I risparmi ottenuti permetteranno, anche grazie all’arrivo della rete 3G di nuova generazione, di investire ulteriormente in copertura e qualità della rete nel corso dei prossimi mesi!

Oct
29th
Thu
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Un po’ di chiarezza sui problemi di tariffazione dei giorni scorsi

Il disservizio verificatosi lunedì 26 ottobre ha riguardato solo alcune opzioni tariffarie (Naviga3, Gente di 3) e non i ”Servizi Base” (voce, chiamate di emergenza e SMS) e la connettività Internet che invece hanno continuato ad essere regolarmente disponibili.
Si è trattato di un guasto tecnico imprevedibile e non da un intervento programmato, che ha comportato l’errato addebito del traffico ad un numero circoscritto di clienti. Ad ogni modo, il corretto funzionamento delle opzioni è stato ripristinato nella mattinata di martedì 27 ottobre, entro le 24 ore successive al guasto.
La tipologia di disservizio verificatosi e i tempi di risoluzione escludono pertanto un diritto agli indennizzi previsti dalla Carta dei Servizi.
Sempre martedì 27 ottobre abbiamo comunicato via SMS ai clienti che nei prossimi giorni avremmo rimborsato in automatico gli importi erroneamente addebitati.